Da qualche mese a questa parte posso dire di aver iniziato una nuova vita.
Non capita a tutti di rinascere. Un bel privilegio di sicuro.
Un nuovo lavoro, è bastato questo per stravolgere quello che ormai era la normale quotidianità da 9 anni. Anni che a pensarci potrebbero sembrare anche 20.
Una nuova vita, fatta di nuovi orari ad esempio. La vita della colazione tutte le mattine alle 7.30 con calma e rilassato.
La novità è anche scoprire il piacere di un po’ di tempo alla guida, non troppo da stressarti, ma neanche troppo poco da non lasciare spazio ai pensieri, alle sensazioni, ai sensi.
Ho scoperto ad esempio che posso trovare scorci meravigliosi e dai colori brillanti anche in una periferia come la mia. Ho apprezzato i campi vicino ai quali corre la strada soffocati da tanta neve questo inverno, talmente intatti da farmi venire una voglia matta di correrci dentro e tuffarci per lasciare la tua impronta.
Ho apprezzato i primi deboli raggi di sole che coloravano di rosso una casa isolata circondata dal vapore della terra che si sveglia.
Nuove persone sono entrate nella mia vita. O meglio, le persone sono “vecchie”, nel senso che già le conoscevo, ma sono nuove le sfumature che ho colto di loro standoci a stretto contatto. Il risultato? Non poteva capitarmi di meglio nella vita. Persone che stimavo prima e la quale stima è aumentata esponenzialmente da quando tutti i giorni condivido con loro buona parte della giornata.
Ho già scritto abbastanza per uno che non si faceva vivo da mesi.
Avrei altre cose da dire, ma mi fermo. Così magari mi prefiggo di riprendere l’argomento e con la scusa tolgo un po’ la polvere da queste pagine.
Buonanotte e arrivederci a un nuovo giorno.
Cavoli, è passato così tanto tempo in così poco tempo!
Ma che ho detto? Non so’, volevo solo dire che non mi sono reso proprio conto che fossero trascorsi tanti giorni dall’ultimo post. Che messo male!
Comunque andiamo per ordine. Sono successe alcune cose che riguardano il lavoro.
Niente di sconvolgente o drastico, ma comunque importanti. In questo mese e mezzo quasi, ho fatto in tempo a fare 2 settimane di cassaintegrazione, ovvero beatamente a casa (pagato meno, ma comunque a casa).
Devo dire che la cosa non mi è dispiaciuta. Ne ho approfittato per fare un po’ di cose che avevo rimandato da tempo e per dedicarmi del tempo. Non è stato male per nulla.
Nel frattempo mi son trovato a rifiutare una proposta di lavoro, alquanto allettante devo dire. Ma dopo un attenta riflessione e meditazione, ho pensato che nella mia vita al primo posto vengono altre cose.
I soldi mi pagherebbero il tempo che non dedico a chi amo?
Il prestigio mi ridarebbe il tempo che ho sprecato e non ho dato a me stesso, a chi mi vuol bene, al mio Dio?
La risposta sarebbe sempre NO. Per qualcuno sarò anche scemo, ma è una scelta che ho preso e di cui sono contento. Mi ha dato una serenità che prima non avevo.
E con questa serenità, affronto ora le giornate un po’ più leggero, provando a gioire del buono di ciò che ho, e non pensando troppo a ciò che non possiedo o che avrei potuto avere.
Non male come conclusione dopo quasi un mese e mezzo di silenzio, no?
Ho anche altre cose che mi frullano per la testa.
Pensieri che si rincorrono e si susseguono. A volte quando vorrei fermarli, magari su un foglio o magari qui, intrappolandoli nella Rete, allora sfuggono via, dissolti e svaniti come uno sbuffo di vapore. Ma prima o poi, riaffiorano, più vivi, intensi e corposi del solito. Ecco il momento.
Sono pronti a tutto, per tutto e per tutti. Ogni frutto matura nella sua stagione; stasera c’era da raccogliere e ho raccolto.
Alla prossima.
A te che sei l’unica al mondo, l’unica ragione
Per arrivare fino in fondo ad ogni mio respiro Quando ti guardo dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato all’angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro pronto a difendermi
Con gli occhi bassi stavo in fila con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo e la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore
A te che io ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti stringendoti un po’
E poi ti ho visto con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni e l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio e anche nella paura
A te che sei la miglior cosa che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni e resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
A te che non ti piaci mai e sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita bella da morire,
che riesci a render la fatica un’ immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei,
sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei…
e a te che sei, semplicemente sei,
compagna dei giorni miei…
sostanza dei sogni miei….
(L. Cherubini)
Purtroppo non sono stato io a scrivere queste parole, anche se avrei voluto farlo per il mio splendido girasole.
Quindi…. A lei…
Ma che giornata c’è stata oggi? E’ stata una meraviglia.
Questa mattina il sole ha inondato la stanza non appena abbiamo tolto lo scudo della tapparella contro cui la luce picchiava; picchiava che quasi si sentivano i colpi.
Il pomeriggio è stato un risveglio di suoni, rumori, immagini e sensazioni tutto intorno a me.
Mi sono “avventurato” a fare una pedalata in bicicletta per addentrarmi in tutto questo e per godere di tanta euforia.
Il parco verso cui mi sono diretto era già in lontananza, gremito di persone. L’aria era piena di urla e risate di bambini sereni che si rincorrevano sull’erba o che giocavano a giochi inventati all’instante su assi di legno messe apposta per loro.
La gelateria del centro era un groviglio unico di mani, coni, coppette, mamme e bambini in una coda interminabile.
Mi sono accostato a guardare ridendo un gruppetto di cani che si correvano dietro l’uno con l’altro in uno spazio riservato solo a loro, con tanto di percorso a ostacoli, tunnel e salto nel cerchio. Davvero buffi e tanto simpatici.
Per concludere ho scelto abbastanza casualmente una panchina, mi sono assicurato che il sole non trascurasse nessun angolo di essa e, parcheggiata la bici, mi sono sdraiato a leggere, lasciandomi piacevolmente distrarre dall’eufonia di suoni che mi circondavano.
Probabilmente oggi è stato solo un preludio della primavera. Tornerà il freddo ancora per un po’ credo.
Comunque oggi è stato piacevole e ristoratore assaporare, almeno per qualche ora la primavera con tutta la sua leggiadria.
La aspettiamo presto. Non manca poi molto.
Il pinguino è tornato all’attacco.
Sono riuscito in questi giorni a trovare un po’ di tempo per mettere sul mio pc l’ultima versione di Ubuntu.
Ci sto ancora smanettando e mi servirà del tempo, ma come sempre accade, mi affascina riuscire a portare a termine con qualche soddisfazione e dopo un po’ di tentativi, qualcosa che in windows magari trovi semplicemente già pronto. Consiglierei a chiunque abbia un po’ di tempo da dedicare a conoscere qualcosa di nuovo, una prova con questo sistema operativo.
Ecco il mio nuovo desktop … Kde4 per chi ne sa qualcosa… carino no? Ma ho ancora da lavorarci su.
Per cambiare discorso vorrei dire che sto leggendo un libro molto carino e denso di significato.
Si intitola “Lo scafandro e la farfalla”. Il titolo è già profondo di suo ed effettivamente la profondità dei pensieri espressi nelle pagine all’interno meritano una riflessione.
Comunque ho deciso di approfondire questo argomento nel prossimo post.
Ora vado ad aggiornare la sezione libri e poi a nanna.
Un’ altra giornata è già lì in trepidante attesa delle mie attenzioni… Che aspetti per ora….
Un po’ in ritardo, ma voglio dare il mio benvenuto pubblico al piccolo Matteo.
No, non è mio figlio, (e secondo voi non avrei scritto niente prima???) è il pargolo di una coppia di buoni amici al quale vogliamo un sacco di bene.
Dopo esperienze e giorni travagliati finalmente è arrivato a farci compagnia in questo strano mondo. Già dall’ospedale mi sa che aveva già capito qualcosa, perchè è stato buona parte del tempo a dormire coprendosi gli occhi con la manina e dandoci le spalle.
Tranquillo Matteo, avrai tempo per guardare da te in che mondo vivi e per capire che forse a volte gli occhi è proprio meglio tapparseli per non vedere.
Comunque sia, benvenuto di cuore.
Sappi che tu sei la realizzazione di una speranza che mai è svanita.
Dopo svariati tentativi sono riuscito ad inserire un file audio che ho ascoltato una mattina in radio e che mi piacerebbe condividere con voi e sapere cosa ne pensate.
Sicuramente conoscete chi parla, comunque è tratto dal “Volo del Mattino” su RadioDeejay condotto da Fabio Volo.
Mi sono sorpreso incantato in macchina ad ascoltare queste parole e ci ho pensato per diverso tempo dopo.
Spero trasmettano anche a voi quello che han dato a me.
Fatemi sentire le vostre impressioni su questa poesia.
Dopotutto chi non ha bisogno di Felicità….
Probabilmente è così, ma mi è piaciuto subito quando me lo hanno suggerito.
Sì perché è una frase molto ricca di significato, soprattutto per chi come me vuole trasmettere quello che vive ‘Adesso’.
‘Adesso’ in questo periodo della mia vita, ‘Adesso’ in ogni istante in cui mi venga il desiderio di scrivere qualcosa, ‘Adesso’ quando provo sulla pelle sensazioni da imprimere e trasmettere.
‘Adesso’ può rappresentare ogni scorcio e ogni squarcio della realtà in cui mi trovo, in cui vivo, esisto e interagisco.
Una realtà che spesso corre troppo veloce per poter assorbire tutto ciò che trasmette.
E allora io provo a fermarmi ad ogni ‘Adesso’ che riesco a cogliere…
Fermatevi anche voi.